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MISERIE E MISERABILI

ADESSO… DEPURIAMO L’ACQUA DAI COLIBATTERI UMANI

 

PREMESSA

Avevo scelto di non intervenire e di non occuparmi su e di quanto facevano e dicevano una serie di personaggi e della pletora di inutili idioti che li frequentano, in primo luogo perché da libertario ritengo che ognuno sia libero di impiccarsi alla corda che preferisce ed in secondo luogo perché non mi interessa interloquire con persone che non stimo, della cui buona fede dubito fortemente e la cui azione ritengo più che altro deleteria.

Non mi interessa interloquire,essendomi del tutto indifferente quel che fanno e dicono di fare.

In verità mi è del tutto indifferente saperli vivi o morti, figuriamoci perdere tempo con le conseguenze della loro persistenza in vita.

Sino ad ora, nonostante le porcate che sono state dette e fatte nei miei confronti, mi sono imposto di non dire mai, in nessuna occasione pubblica, quel che pensassi del caravanserraglio che tanto rumore fa sulla questione dell’acqua in provincia di Frosinone.

Evidentemente, però, l’indifferenza che io nutro nei loro confronti non è reciproca e devo constatare come a lor signori sia insopportabile il fatto che Severo Lutrario sia vivo e, con una serie infinita di squallidi giochini, fino a giungere alla menzogna più spudorata e alla calunnia, hanno tentato di cancellarmi dalla scena.

Peccato per lor signori che Severo Lutrario, non ha interessi ed ambizioni politiche, in sessant’anni non ha mai chiesto incarichi e ruoli a nessuna istituzione, non ha mai chiesto, come qualche cialtrone di quella squallida ammucchiata (prove testimoniali in mio possesso), ad ogni utente che si rivolgeva (si rivolge) a lui venticinque euro l’anno come iscrizione alla sua associazione di “famiglia” e altri 25 euro l’anno per gli “avvocati” (peccato che il suo unico “avvocato” sino al 2012 sia stato, senza alcuna titolo, il sottoscritto che, peraltro, sia chiaro, non ha mai visto un centesimo di quei soldi rapinati agli utenti).

Lutrario Severo, non ha bisogno di incarichi, parla per sé, e se gli è riconosciuta, a livello locale, regionale e nazionale autorevolezza è per la sua storia e per la competenza con cui interviene. Perché Lutrario Severo le cose se le studia, non fa propaganda, non fa demagogia e si preoccupa di chi lo sta a sentire senza secondi fini ed interessi nascosti.

Evidentemente a questa pletora di miserabili ciò è insopportabile, ne prendo atto e sono costretto ad infangarmi le scarpe: lor signori risponderanno delle loro calunnie in sede penale e civile (non voglio ne smentite ne scuse - da una fogna possono uscire solo miasmi e liquami - voglio solo i loro soldi – pecunia non olet -, con cui ripararmi la macchina e sistemare il conto in banca).

Fatta questa premessa faccio una ricostruzione dei fatti che mi hanno portato, prima a non voler avere più alcun rapporto con questi signori ed ora a porli dinanzi alle loro responsabilità, convinto ormai che la battaglia per l’acqua pubblica in questo territorio abbia un urgente bisogno di pulizia e limpidezza.

 

UN PO’ DI STORIE

 

Dato che, giustamente, molti che non conoscono i fatti possono restare sconcertati e chiedersi perché, se tutti vogliamo la stessa cosa, non si cerchi almeno una possibilità di coesistenza, mi corre l’obbligo di chiarire ruoli, azioni e risultati avuti dal sottoscritto e da chi gli è accanto rispetto a quelli degli “altri”.

E rispetto a questo non mi riferisco al reddito procuratosi da qualche miserabile sulla pelle degli utenti, o alle ambizioni elettorali di questo o quel personaggio (qualcuno è divenuto in questi anni consigliere provinciale, qualcun altro è rimasto suo malgrado – ahimè! - tra la schiera dei trombati), ma a come io ho inciso sulla vertenza dell’acqua e come, al di là dei roboanti proclami che si ripetono ormai da sei anni, la presenza di questi signori sia stata inutile, se non deleteria alla causa dei cittadini.

Ho iniziato ad occuparmi di acqua nel 2003, quando avevo una sola tessera, quella di attac, un’associazione di autoeducazione (tipo università popolare) con un migliaio di iscritti in tutta Italia (ho ripreso l’attività sindacale e la tessera dell’USB solo nel 2010). Inizialmente è stato lo studio della materia e tra il 2004 e il 2005 ho partecipato alla prime riunioni a livello regionale e nazionale tra i comitati locali che iniziavano le prime vertenze sulla gestione dell’acqua. Nel 2006 ho partecipato alla preparazione e alla realizzazione del Forum dei Movimenti per l'acqua ed in quella sede, oltre a nascere il Forum come organizzazione “liquida”, si è deciso la presentazione della proposta di legge di iniziativa popolare su cui nel 2007 raccogliemmo 427.000 firme e su cui ancora 160 parlamentari dell'attuale legislatura si impegnano per la ripubblicizzazione dell'acqua. Ero a Napoli, nel dicembre del 2009, quando decidemmo l'avventura dei referendum e sono stato tra i presentatori degli stessi in Cassazione e tra coloro che hanno depositato alla stessa cassazione i milioni di firme raccolte. Nel 2012 per conto del forum ho fatto seminari in tutta Italia sulle questioni delle tariffe e ho fatto parte della delegazione del Forum che ha partecipato agli incontri dell'AEEGSI sul Metodo Provvisorio di calcolo della tariffa per l'anno 2012, denunciando inutilmente quello che l'Autorità stava facendo per cancellare il risultato del secondo quesito referendario.

Nella primavera del 2012 ho proposto al coordinamento regionale acqua pubblica del Lazio di approfittare della circostanza per la quale la regione Lazio non aveva ancora provveduto ad emanare la nuova legge sulla gestione del servizio idrico e del fatto che lo statuto regionale prevedeva l'istituto del referendum propositivo, per presentare una proposta di legge che fosse in linea con il risultato referendario. Questa legge, ed è la prima legge di iniziativa popolare in Italia, è stata approvata all'unanimità dal Consiglio Regionale. In questo momento partecipo agli incontri con la regione, il ministero per il rapporti con le regioni (la legge è così poco “significativa” che il governo privatizzatore ha tentato di stopparla con un ricorso pretestuoso alla Corte Costituzionale!) e ai tavoli tecnici regionali incaricati di predisporre gli strumenti attuativi della legge (legge di definizione degli Ambiti di Bacino Idrografico, metodologia di attuazione del bilancio idrico e governance del servizio) che, una volta varati, cambieranno radicalmente anche le vicende nostrane portando le decisioni sulla gestione all'interno dei consigli comunali e sotto il controllo e con la partecipazione dei cittadini.

Questo è, bene o male, la mia storia nel movimento dell'acqua a livello nazionale e a livello regionale.

E qual'è la storia di questi signori?

Nulla.

Non hanno mai sentito il bisogno di partecipare ad un solo incontro, ad una sola iniziativa. Si sono semplicemente attaccati come piattole al più grande movimento sociale che la storia di questo paese ricordi solo per poter succhiare quel che poteva fare loro comodo.

Del resto, che centrano questi signori con la stessa idea dell'acqua pubblica? Basta vedere la loro storia, il loro razzolare nel pollaio ...

Per la verità almeno le firme per i referendum qualcuno di questi signori le ha raccolte … ma sappiamo io e Fulvio Pica con quanta fatica.

E per la verità non è neanche vero che nessuno di questi signori si è mai messo in contatto (che non sia qualche patetica mail di chi non è capace neanche di centrare il vaso) con il coordinamento regionale. Qualcuno lo ha fatto ... per battere cassa. Per vedere se riusciva a mettere le mani sui ssssoldi e sul ttessssoro.

E a questo proposito, ribadito come i calunniatori risponderanno con il sangue dei loro portafogli delle loro parole, i farabutti sanno perfettamente (gli inutili idioti non sono in grado di intendere e di capire, e chi è stato preso per i fondelli mediti) come i soldi raccolti sul territorio per la campagna referendaria sono stati spesi totalmente sul territorio riuscendo a chiudere i conti in pareggio (grazie al fatto che il nazionale ci … mi ha abbuonato il residuo insoluto sui materiali presi). Nulla da parte del Coordinamento provinciale di Frosinone è andato a sostegno della campagna nazionale e pertanto nulla è stato restituito al Coordinamento Provinciale di Frosinone dal Forum Nazionale. Ovvero il Forum, come stabilito, ha restituito 400.000 euro a chi aveva finanziato la campagna nazionale.

I restanti denari del rimborso elettorale sono stati suddivisi dal coordinamento nazionale per le spese nazionali, per le spese legali (di interesse nazionale) e per il finanziamento dei territori.

Il Coordinamento regionale del Lazio, ritirata la prima delle due trance di finanziamento, ha stabilito di mantenere il finanziamento a livello regionale e detto finanziamento è ancora in larga misura nella disponibilità … non certo di lor signori.

Io, nel 2012 avevo chiesto al Coordinamento nazionale un prestito di 10.000 euro per sostenere le spese di un ricorso al Tar contro il provvedimento del commissario Passino. Il prestito aveva ricevo l'assenso, ma non è mai avvenuto perché il ricorso alla luce dei fatti si è rivelato inopportuno quando, dinanzi all'avvocato amministrativista Felice Maria Spirito che, giustamente, pretendeva di capire e di verificare, io e Fulvio abbiamo dovuto constatare, vergognandoci come cani, come le argomentazioni giunteci dall'alto di una “grande professionalità tecnica” (e non parlo qui certo di quella del buon avvocato) e che ci avevano portato a stampare un manifesto che preannunciava il ricorso al Tar, fossero totalmente prive di un reale fondamento.

 

E SUL TERRITORIO, IO COSA HO FATTO?

 

bene, qualcuno dirà, ma può essere una scelta legittima occuparsi di quel che avviene in casa propria se non si ha il tempo di seguire anche le vicende che avvengono fuori della porta.

Certo, ma precisato che gli unici che in tutti questi anni hanno trovato “il tempo” per sapere quel che succedeva in Italia e nel Lazio sono stati solo Fulvio, Riccardo, Marco, Luisa, Silvana, e Nader (ma guarda un po!), non è che non si può sapere come è cambiata la normativa e le regole dopo il 2011; quali sono i provvedimenti dell'AEEGSI; come sono stata determinate le tariffe che vengono applicate dall' 1 aprile 2014; quali sono le conseguenze del riordino delle competenze delle autonomie locali, ecc. ecc.. Non si può non sapere o non si può far mostra di non sapere, raccontando castronerie camuffate da elaborazioni tecniche che non hanno il benché minimo senso allo stato attuale della vicenda dell'acqua.

Ma su questo parlerò dopo.

Per ora mi corre l'obbligo di presentare il conto di chi ha fatto cosa in questi anni sulla vertenza contro ACEA ATO 5 S.p.A.

Io ho cominciato ad occuparmi della gestione dell'acqua sul territorio nel 2005. Ho studiato i documenti, le leggi, la convenzione di gestione ed il disciplinare tecnico. Ho studiato ed ho messo immediatamente a disposizione di tutti e di chiunque queste conoscenze e questi studi – come ho sempre continuato a fare, tant'è che tutto quello che ho prodotto è rigorosamente copy left, a disposizione di chiunque lo voglia utilizzare – fornendo anche a chi non era degno né di fiducia né di considerazione, le basi essenziali per poter agire con cognizione di causa nella vertenza.

E' nel 2006 che faccio il primo reclamo rilevando l'applicazione da parte del gestore di un'articolazione tariffaria difforme rispetto a quella licenziata dalla gara e cominciando a contestare le macro-inadempienze.

Dal 2008, quando arrivano le prime fatture con conguagli causati dalle mancate letture dei contatori, elaboro i reclami che contestano nel merito le fatture stesse e partono i primi sportelli a Frosinone e Ceccano. In realtà a Frosinone era già partito un altro sportello, quello del futuro consigliere provinciale, che vantava un reclamo predisposto da un esimio avvocato. Peccato che quel reclamo era il mio del 2006 e quindi sbagliato nel 2008 (all'epoca con il futuro consigliere, cui fornii i reclami “giusti” e con l'avvocato, che almeno esisteva, ci facemmo una risata; ma in seguito c'é stato chi del millantare supporti legali ne ha fatto strumento di arricchimento personale). Quando giungono le fatture con gli aumenti tariffari illegali e i conguagli retroattivi, le centinaia di reclami che giungono al garante regionale e al CO.VI.RI. costringono il garante regionale, l'avvocato Pitzurra, dipendente in aspettativa di Acea e che ora è tornata a lavorare per ACEA, a rilevare la retroattività delle tariffe applicate e portano il CO.VI.RI. a diffidare l'autorità d'ambito a revocare le tariffe in quanto illegali.

Il 21 dicembre del 2009 l'assemblea dei sindaci approva all'unanimità la revoca delle tariffe del 2007, la restituzione delle somme indebitamente percepite da ACEA e l'avvio della procedura per la risoluzione della convenzione con ACEA.

Quella risoluzione era stata scritta materialmente da me e costituisce l'unico risultato reale conseguito in questi anni nella vertenza contro ACEA. Risultato vanificato, peraltro, anche, come vedremo, dalla criminale imbecillità di lor signori.

Per il resto, nel migliore dei casi si sono solo limitati i danni.

Dopo quel 21 dicembre ho elaborato un metodo di calcolo della giusta tariffa, chiaramente espresso in un apposito dossier e predisposto chiari e palesi fogli elettronici in cui utenti, avvocati, controparti e giudici potessero fare i conti con le giuste ragioni degli utenti.

Ho continuato a fornire supporto e consulenza a chiunque me lo chiedesse senza tenere in alcun conto appartenenze di qualsiasi genere, con l'idea che la conoscenza non debba essere strumento di potere ma ragione di servizio.

All'inizio dell'estate 2012 mi sono ammalato. E sono stato male a lungo.

Le mie condizioni non mi consentivano di continuare la mia attività e ho sospeso la mia partecipazione alle attività nazionali e regionali del Forum, ho lasciato gli incarichi in attac. Sono riuscito per un anno a fare lo sportello per i cittadini che da anni mi avevano come supporto, ma alla fine ho mollato anche quello e lo sportello a Frosinone è continuato solo grazie a Silvana, Luisa e Nader (Fulvio ha problemi molto seri e i calunniatori dovrebbero solo vergognarsi).

E' stato all'inizio del 2014 che le cure hanno dato i loro frutti e sono tornato pienamente in campo per ritrovarmi con questi squallidi cialtroni, nessuno dei quali si era mai degnato di informarsi su cosa fosse successo a quel tal signore, come colti con le mani nella marmellata, a pretendere un diritto d'esclusiva che il difetto di autorevolezza (e di competenza) non permette loro.

E' di questi giorni l'apertura di una serie di nuovi sportelli RIGOROSAMENTE GRATUITI, dal nord al sud della provincia dall'est all'ovest, con facce nuove e perbene, che si vogliono impegnare senza avere capi e capetti.

Ed è in questi giorni che, mentre lor signori proseguono gli sproloqui senza senso che rischiano solo di far trovare nei guai i poveri utenti che si fanno abbindolare, ci siamo costituiti come Forum dei Movimenti per l'Acqua insieme al Comune di Torrice al Tar di Latina contro l'ultima decisione dell'assemblea dei sindaci e, grazie ai nostri reclami - GLI UNICI INDIRIZZATI PER CONOSCENZA ANCHE ALL'AEEGSI – abbiamo ottenuto che l'AEEGSI sconfessasse con la comunicazione del 6 ottobre 2014 il diritto di ACEA a fatturare i conguagli 2006 – 2011.

 

… E IL CONTRIBUTO DI LOR SIGNORI

 

Questo aspetto della vicenda sarebbe comico se non avesse prodotto e producesse delle serie conseguenze negative: le teste di legno, più sono vuote e più fanno rumore – questo si sa -, ma se a dirigere il concerto c’è qualcuno della cui buona fede ho smesso da tempo di fare affidamento, al rumore di fondo si aggiungono i danni.

Diciamo che in generale, al di là della presenza fisica – che fondamentalmente comporta consumo di ossigeno e produzione di feci – della maggior parte di questi signori non c’è nulla di significativo da ricordare.

Solo qualcuno ha in questi anni marcato il territorio pisciando di quando in quando … soprattutto chiacchiere.

Tutto è cominciato nel 2008 quando lor signori si sono accreditati vantando di aver, con sprezzo del pericolo, presentato una denuncia penale, che - come abbiamo dovuto constatare essere caratteristica precipua di qualsiasi azione più o meno millantata da questi soggetti - doveva restare riservata, per non comprometterne gli esiti.

Allora ho fatto buon viso a cattivo gioco, benché avvezzo per professione a denunce, esposti, informative, deposizioni e aule di tribunale, trovassi risibile un simile atteggiamento. La mia pratica era ed è sempre stata ben diversa: solo qualche anno prima, ad esempio, avevo presentato con Fulvio e Francesco Notarcola un esposto alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti su una vicenda da 4 milioni e seicentomila euro del Comune di Frosinone. Del contenuto dell’esposto non avevamo fatto mistero, anzi, avevamo fatto un volantone con cui spiegavamo ai cittadini nei minimi particolari quello che avevamo denunciato. Questo non ha impedito, anzi!, che 14 persone siano state ora chiamate a rispondere per danno erariale di quanto avevano fatto, essendo stato confermato dalla guardia di finanza tutto quello che avevamo segnalato.

Mi sono dilungato su questo aspetto per rimarcare la differenza di chi ha sempre ed immediatamente condiviso con tutti qualunque notizia, dato, fatto, e chi ha sistematicamente invocato la necessità di mantenere segreti gli stupefacenti elementi in suo possesso che da lì a qualche giorno avrebbero determinato gli eventi risolutivi della vicenda.

Dei mirabolanti elementi di cui questi signori erano custodi e che di volta in volta caratterizzavano i rapporti riservati con questa o quella procura della repubblica, con questo o quel finanziere, con questo o quell’esponente politico che doveva avere come unico merito di caratterizzarsi quale avversario del nemico nella faida paesana, non si è mai concretizzato nulla. Gli annunci di questi signori sono rimasti sempre e solo annunci, fumo, aria fritta da servire agli ingenui che alla vertenza dell’acqua ci credevano.

Si, ma questi signori hanno anche fornito dati, studi, con dovizia di grafici e di proiezioni che presentavano le risultanze con una pretesa di valenza scientifica.

A questo proposito devo fare ammenda perché allora ho dato credito a queste rappresentazioni senza chiedere e pretendere di conoscere e verificare l’iter logico, scientifico e matematico che aveva portato a quei dati e a quelle rappresentazioni grafiche multicolori.

Come ho ricordato parlando della vicenda dell’istruttoria per il ricorso al TAR con l’avvocato Spirito, andando ad esaminare tecnicamente, scientificamente e aritmeticamente quando asserito da lor signori in ordine alla determinazione dell’articolazione tariffaria sulla base della tariffa provvisoria per il 2012 stabilita dal commissario Passino, asserzioni che ci avevano portato anche a stampare un manifesto con il quale si preannunciava il ricorso al TAR, abbiamo dovuto constatare come queste asserzioni fossero del tutto sbagliate e frutto di una semplificazione logica, a voler essere generosi, puerile (dal che la vergogna che abbiamo provato io e Fulvio).

Se questo la dice lunga circa l’attendibilità e l’autorevolezza del contributo tecnico di lor signori (sul piano della demagogia, per quel che può interessare, senza contraddittorio, anche le baggianate possono tornare utili), le imprese di questi signori non si esauriscono qui.

Nel 2010 ho elaborato un sistema di calcolo della giusta tariffa da contrapporre a quelle praticate dal gestore, l’ho spiegato, nella logica, nel metodo e nel calcolo in un dossier che è stato, come mio solito, messo in rete e a disposizione di tutti e sulla base di questo, ho elaborato un foglio elettronico in cui detto metodo era applicato in maniera palese (cioè con tutti gli elementi e tutti i calcoli a vista).

A questo proposito io e Fulvio, facendo affidamento sulle competenze di lor signori, abbiamo in seguito chiesto loro di predisporre un programmino compilato che aumentasse gli elementi di discriminazione del calcolo.

Dopo molto tempo, abbiamo avuto questo programmino, solo che le modalità di calcolo in esso contenute sono rimaste misteriose, con lor signori che pretendevano di controllarne la gestione sino al punto da richiedere che il calcolo per ogni singolo utente fosse riservato al deus ex machina che, novello oracolo, avrebbe dispensato dal suo eremo il sospirato responso da comunicare al postulante che doveva venire schedato.

Lor signori avevano così a cuore gli interessi degli utenti che non si sono neanche posti il problema che scavallato l’anno di compilazione del programmino, cambiate le condizioni tariffarie in essere, quel programmino ha cominciato a produrre “responsi” privi di ogni significato e di collegamento con la realtà, dando ai fiduciosi ed ignari utenti notizie prive di ogni fondamento. Quel programmino ad uno sportello lo hanno continuato ad usare sino al 2014 e agli utenti che passavano a Frosinone, dove avevo ripristinato ed aggiornato il “sano” foglio elettronico basato su l’informativa a disposizione di qualsiasi avvocato, non sapevamo come sistemare le cose senza sputtanare il comitato di quello sportello.

Resta, prima di passare alle cose più gravi, solo da citare gli ultimi contributi dell’indefesso lavoro di questi signori. Parlo dei nuovi, avvincenti elaborati, naturalmente rigorosamente introvabili in rete e che sarebbe necessario vedere dal vivo, magari come elemento per un'ennesima campagna elettorale.

Dell’’utilità dei dati parlerò poi, ma dall’osservazione di qualcuno che ha avuto la ventura di assistere alla rappresentazione e che ne ha filmato con cellulare qualche parte, sembrerebbe che lor signori si siano “dimenticati” che l’ammortamento degli investimenti era solo una parte della tariffa e che pertanto le cifre con tanto clamore sbandierate come dati inoppugnabili sarebbero un’altra panzana.

Che dire, il lupo perde il pelo …

 

… E ARRIVIAMO ALLE COSE SERIE

 

L'ultima iniziativa che mi ha visto interloquire con questi signori è un'assemblea del coordinamento provinciale tenutasi a Ceccano all'inizio dell'estate del 2012. In quella sede ho avuto modo di illustrare ragioni, senso ed obiettivi della proposta di referendum propositivo che veniva presentata alla regione Lazio.

Dopo di allora ho avuto i problemi che cui ho fatto cenno.

Questi signori, successivamente a quella assemblea hanno ritenuto di procedere, non alla raccolta di firme sulla proposta di referendum propositivo, ma ad una raccolta di firme per una petizione popolare volta ad ottenere che l'assemblea dei sindaci dell'ATO 5 deliberasse la risoluzione del contratto con ACEA ATO 5.

Bhé, certo, raccogliere firme per una petizione non richiede né che le firme vengano autenticate, né recuperare i certificati elettorali dei firmatari, ovvero può “firmare” chiunque ed ovunque, tanto non c'è alcun valore legale in quella firma. Non ci sono limiti di tempo per raccogliere le firme e, ovviamente, raccogliere le firme per dire che ACEA deve essere mandata via, in provincia di Frosinone, è la cosa più semplice che si possa fare.

Di firme in circa un annetto sembra – ovvero a loro dire - che ne abbiano raccolte un 15.000. E diciamo che, dato l'oggetto della petizione, non è stato un buon risultato.

Sapete, di firme autenticate e certificate – di firme, dunque, vere e ben più difficili da raccogliere – nei quattro mesi della raccolta per i referendum in provincia ne avevamo raccolte più di 20.000.

Però si dirà: è comunque qualcosa, una campagna che ha fatto prendere posizione a molti sindaci a favore della risoluzione e che il risultato è stato scippato nel modo vergognoso che sappiamo con la regia del commissario Patrizi.

In apparenza, solo in apparenza. E qui sta la fellonia di chi non poteva non sapere e che su un imbroglio si è pure costruito un ruolo da Masaniello tutto virtuale.

In apparenza perché l'assemblea dei sindaci, l'avvio della proceduta di risoluzione per colpa della convenzione di gestione con ACEA ATO 5 S.p.A. l'aveva già deliberato, e all'unanimità, con la delibera n. 5 del 21 dicembre 2009 (quella scritta materialmente da me).

Quello che si doveva contestare all'Autorità d'Ambito era il fatto che né la Segreteria Tecnica Operativa, né la consulta dei sindaci e né l'assemblea dei sindaci avessero mai dato seguito a quella delibera. Ovvero avessero proceduto alla formale messa in mora del gestore, atto preliminare all'applicazione della clausola risolutiva espressa.

Quello che questi signori hanno fatto, carpendo la buona fede di tanti e prendendo in giro i cittadini, è stato cancellare, eliminare, quanto era stato ottenuto, peraltro attaccandosi al carro di qualche amministratore che per esperienza amministrativa e competenza professionale non poteva non sapere la castroneria di cui si faceva paladino.

In sostanza, invece di inchiodare segreteria, consulta e assemblea alle loro responsabilità, hanno rimesso in gioco il gestore rimettendo in discussione - e perdendo, ovvero facendo perdere i cittadini – il fatto già deciso della risoluzione del contratto.

Mi pare ovvio che nel momento in cui i comitati per l'acqua pubblica del Lazio ottengono il clamoroso risultato di vedere approvata – unica legge di iniziativa popolare in Italia – la loro legge, questi individui, dal fondo dei loro miserabili interessi, abbiano potuto dire che quello era un risultato inutile. Certo per loro è sicuramente inutile.

Ma di chi fanno gli interessi questi signori appare assolutamente chiaro sull'altro fronte.

Certo, sembra che non sappiano come viene determinata la tariffa dopo il passaggio delle competenze della materia al AEEGSI … e passi pure la crassa ignoranza … ma questi signori non possono non essere venuti a conoscenza dell'operato del commissario dell'Oste nominato dal TAR.

Sanno questi signori che il commissario ha determinato la tariffa effettiva per l'anno 2012 cancellando con un sol tratto di penna oneri concessori, investimenti non fatti, effettiva qualità del servizio e quanto più chi ne ha più ne metta accumulatosi dal 2006 al 2011? Sanno che questa determinazione, inviata all'AEEGSI, è un dato di fatto sino a che il TAR non si esprimerà sul merito in base al ricorso dell'Autorità d'Ambito? Sanno che questo Commissario nella stessa sede ha riconosciuto ad Acea una mancato guadagno per la mancata determinazione delle tariffe dal 2006 al 2011 partendo dalla transazione del 2007 e dal piano di revisione tariffario dichiarato illegale e illegittimo? Sanno che i 75 milioni calcolati dal commissario non considerano che dal 2006 al 2009 ACEA non ha mica applicato le tariffe del 2005, ma quelle illegali ed illegittime, calcolate proprio su quel piano di revisione tariffario e che dunque ACEA quei soldi se li è già indebitamente incamerati ed ora, grazie al commissario, se li vuole far ridare un'altra volta in dodici comode rate?

Se lo sanno, perché blaterano di investimenti non fatti comune per comune, ecc., ecc. come se nulla fosse avvenuto e come se questo, oltre a far incazzare, potesse avere in questo momento un qualunque valore per incidere effettivamente sulla realtà?

Ma soprattutto, dov'erano questi signori quando il commissario dell'Oste faceva il suo bel compitino?

Era quello il momento di tirar fuori dati, numeri, fatti per contestare nel merito l'atto commissariale.

Era quello il momento di agire legalmente in ogni sede, dal TAR, alla procura della repubblica, alla corte dei conti, alla stessa AEEGSI.

Eppure sono trascorsi inutilmente i termini per poter agire legalmente e i cittadini si ritrovano in conseguenza di quell'atto con le attuali tariffe per gli anni 2013 e 2014 e con ACEA che fattura in bolletta i 75 milioni...

Io non stavo bene, e dell'esistenza di questo tal dell'Oste sono venuto a conoscenza solo nel 2014, e della mia assenza mi assumo le mie responsabilità.

Ma questi signori, devono spiegare perché si sono girati dall'altra parte.

Queste in sostanza le ragioni per le quali non avevo e non ho alcuna intenzione di avere alcun tipo di interlocuzione con personaggi di questa risma.

Ma la questione dell'acqua è troppo importante e seria per continuare a consentire che sulla sua superficie galleggi questa mefitica schiuma.

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