come rispondere

far west

Se Acea Ato5 S.p.A. avesse ragione, avrebbe da sempre avuto gli strumenti per far valere le proprie... ragioni.

Contro coloro che qualifica come "morosi" avrebbe potuto tentare di recuperare il credito e, diananzi all'opposizione dell'utente, farsi riconoscere i suoi diritti dal giudice naturale.

In realtà era questo anche l'obbiettivo che tanti anni fa - in maniera massiccia dal 2008 - noi ci siamo dati quando abbiamo iniziato ad esercitare il nostro diritto di contestare le fatture del gestore: arrivare diananzi ad un giudicie che stabilisse, legge, contratto e diritto alla mano, chi avesse ragione tra noi ed Acea Ato5 S.p.A.

Ma Acea Ato 5 S.p.A. si è sempre guardata bene di sottoporsi alle leggi ed alle regole e, approfittando del silenzio, dell'ignavia , se non della complicità colpevole di chi avrebbe dovuto far rispettare le regole e le leggi, di chi, per legge, avrebbe dovuto tutelare l'interesse dei comuni, del territorio e dei cittadini, di quell'Autorità d'Ambito - e cioé l'Assemblea dei Sindaci - approfittando di ciò, Acea Ato 5 S.p.A. ha puntanto ad imporre brutalmente la legge del più forte.

Il nostro territorio è divenuto un nuovo far west dove i pistoleros, in assenza dello sceriffo , aggrediscono gli inermi "coloni" che, senza armi, si devono difendere da soli.

Contando sul fatto che coloro che "son usi piegare il capo e pagare" sono preponderanti ed assicurano il bottino, non resta che piegare alla "ragione" i riottosi ponendo in essere ogni possibile azione intimidatoria in un crescendo rossiniano di pervasività ed aggressività.

Sono partiti semplicemente ignorando i reclami e qualificando in fattura i "ribelli" morosi.

Sono passati poi ad inviare solleciti con minace di distacco nei dieci giorni successivi e, visto che la lettera semplice era presa per quel che valeva, hanno preso ad inviarle (e sono decine di migliaia!) in continue ondate, con raccomandate che poi hanno avuto la faccia tosta da indicare come voce di costo in fattura.

Sono passati poi alle lettere di società di recupero del credito (che non hanno mai dato seguito alle loro azioni, dimostrando la natura meramente intimidatoria della loro evocazione), per arrivare alle telefonate minacciose, anche sui cellulari dei parenti e agli sms, se non alla visita del "tecnico" che minacciava di distaccare l'utenza.

Sono arrivati anche a sottrarre di nascosto (se l'utente c'é e non si fa indimidire, se ne vanno con le pive nel sacco) il contatore per imporre all'utente di accettare di pagare quanto preteso per ripristinare il flusso dell'acqua.

 

Siamo nel far west e dobbiamo difenderci.

In primo luogo una considerazzione, del furto dei contatori parlo in un'altra pagina, ma sicuramente è meglio prevenire che curare.

Diciamo subito che se il contatore è nella proprietà privata non si corrono rischi: questi signori senza un mandato di un giudice non hanno diritto di entrare e vanno "congedati" con fermezza.

Se il contatore è all'esterno della proprietà è bene proteggerlo con un lucchetto. A chi dovesse chiedere ragione di questo presidio si può con tutta ragione affermare che si è saputo che i contatori vengono rubati.

Per quanto riguarda tutte le forme di pressione e di stolking poste in atto , bisogna avere sempre presente che sono messe in campo proprio allo scopo di spaventare l'utente, di scoraggiarlo e farlo cedere.

Premeso questo, per coloro che sono in grado di sostenere un confronto a muso duro ma ragionato, faccio presente che, a meno che non si sia sottoscritto il contratto direttamente con Acea Ato 5 S.p.A. (cosa che hanno fatto solo coloro che hanno attivato l'utenza dopo l'ingresso della stessa) non si è firmata nessuna autorizzazione all'utilizzo e alla trasmissione dei dati personali e che pertanto chi telefona sta commettendo un abuso punibile.

Va chiarito con fermezza all'interlocutore, chiedendo i suoi dati, i dati di chi lo ha incaricato. Va chiarito di non essere morosi e che esiste un contenzioso con il gestore , che si è in attesa di un'esauriente riscontro ai reclami e quindi reattaccare senza farsi coinvolgere in nessuna discussione..

Se richiamano - e lo fanno - dire semplicemente "vi denuncio" e riattaccare.

Se non ci si sente in grado di sostenere un confronto razionale, il turpiloquio (mandare l'importunatore , la sua famiglia sino alla settimana generazione dove merita, fare riferimento alla professione materna) dialetticamente non sarà il massimo ma può risultare assolutamente benefico sul piano coronarico.

Insomma, alle intimidazioni rispondiamo rendendo loro difficile la vita, ricordando che se avessero ragione dovrebbero fare semplicemente quello che avrebbero potuto fare da sempre e si sono ben guardati dal fare.

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