distacchi

come difendersi in caso di distacco

Sulla questione dei distacchi/furti dei contatori bisogna parlare con chiarezza, perché non si può giocare con la vita delle persone.

Chi dice che se si è subita la sottrazione del contatore si può ripristinare il servizio direttamente, magari facendo un semplice collegamento di tubi, espone l’utente, chi materialmente effettua il riallaccio e se stesso, in quanto istigatore, ad una denuncia per furto aggravato.

La giurisprudenza, anche recente della Cassazione concretizza in maniera pesante questa possibilità.

Anche fare riferimento all’articolo “700” invocando la sottrazione di un bene indispensabile alla vita, si scontra in primo luogo con i tempi vergognosi con cui i Tribunali di Frosinone e Cassino interpretano il procedimento d’urgenza e con l’orientamento che sembrano aver assunto all’unisono i magistrati… come guidati da una precisa regia.

La migliore difesa contro i distacchi è in realtà, certo, in primo luogo impedire di subirli, ma anche il porsi materialmente nelle condizioni di potersi difendere.

Su questo bisogna sgomberare il campo dalle sciocchezze.

Chi dice di non pagare le fatture e basta, magari appoggiandosi sul fatto di non aver sottoscritto un contratto con ACEA ATO5 S.p.A. (e facendosi forte per questo della sentenza passata in giudicato fatta dall’avvocato Marco Macari e non da loro presunti legali), dice una panzana pericolosa.

La fattura è in sé una rivendicazione di un credito da parte di chi la emette nei confronti di chi la riceve.

Se chi la riceve non la contesta ne riconosce tacitamente il contenuto e, quindi, il debito indicato a favore del fornitore.

Se non si paga il debito riconosciuto, anche tacitamente, si diviene “morosi” e non si potrà in un secondo momento, quando si è stati chiamati a rispondere del proprio stato di morosità, invocare l’incongruità, l’inesattezza, l’inesistenza del servizio di cui il debito è il corrispettivo.

Dunque la posizione migliore per difendersi da un eventuale distacco è quella di non essere nella condizione di “morosi” ma di poter dimostrare di avere un contenzioso con il gestore che non si è risolto per l’indisponibilità al confronto del gestore.

Prima di affrontare, quindi, il caso del distacco nei confronti di un utente che abbia presentato formale reclamo avverso le fatture di Acea Ato 5 S.p.A. affrontiamo comunque un aspetto generale che coinvolge in prima persona i sindaci.

La questione della gestione del servizio idrico è talmente pesante sul territorio dell’ATO 5 che i sindaci, nel loro ruolo di autorità sanitarie e di pubblica sicurezza, hanno il dovere di non girarsi dall’altra parte ma di intervenire in prima persona.

Da questo punto di vista gli importi delle fatture emesse dal gestore hanno raggiunto livelli tali da configurare un’insostenibilità sociale che arriva a generare in molti casi il rischio di vedersi negare l’accesso stesso all’acqua.

Ferme restando, allora, tutte le più ampie considerazioni sul complesso della vicenda, considerazioni che dovrebbero portare i primi cittadini a posizioni molto più forti e drastiche, non vi è alcun dubbio che nei casi di morosità incolpevole, o in presenza di minori, anziani, malati - casi magari verificabili dai servizi sociali e dalla polizia municipale – il sindaco possa e debba emettere un'ordinanza che imponga al gestore il riallaccio dell’utenza nelle ventiquattrore successive e, nel caso il gestore non provvedesse, a riallacciare l’utenza con personale del comune addebitandone i costi al gestore.

Purtroppo sino ad oggi solo i sindaci dei comuni di Cassino e Torrice hanno dimostrato di avere gli attributi per comportarsi da sindaci, mentre ad essi si è aggiunto il commissario prefettizio del comune di Ceccano, dimostrando come un funzionario del ministero dell'interno possa essere migliore di tanti eletti dai cittadini.

Tornando alla posizione più forte e difendibile, quella del distacco operato nei confronti di un utente che ha in corso contestazioni con il gestore e che il gestore arbitrariamente qualifica come moroso, ferma restando l’azione legale per il risarcimento del danno, occorre dire in primo luogo, dato che la pratica del distacco è divenuta comunque diffusa, come a carico di chi dispone il distacco è ipotizzabile il reato di interruzione di pubblico servizio, inoltre, sempre a carico di chi dispone il distacco è ipotizzabile l'esercizio arbitrario delle proprie ragioni.

Dunque, ammesso e non concesso che sia ammissibile il distacco dell'utente “colpevolmente” moroso, contestato comunque il distacco operato nei confronti del moroso incolpevole o di chi a causa della mancanza d'acqua subisce un danno grave a persone comunque svantaggiate ed in difficoltà, l'utente che non è moroso, ma ha legittimamente contestato le fatture del gestore può e deve denunciare all'autorità penale chi con un simile mezzo violento vuole risolvere a suo favore la controversia.

Contestualmente alla denuncia alla Procura della Repubblica del Tribunale competente, quello stesso utente dovrà avanzare istanza al prorpio sindaco, chiedendo allo stesso di ordinare al gestore il riallaccio dell'utenza nelle ventiquattro ore successive, e di provvedere con i mezzi dell'ente in caso il gestore disattenda l'ordinanza.

Fatta la denuncia, richiesto infruttuosamente l'intervento all'autorità di pubblica sicurezza del comune - il Sindaco - di intervenire a ristoro del danno subito, avendo dunque esperito infruttuosamente ogni tentativo legittimo per vedere risolta la propria condizione di difficoltà, se quell'utente acquista un nuovo contatore e lo installa ripristinando il flusso idrico, e magari comunica formalmente la cosa al Sindaco invitandolo a richiedere al gestore la collocare dei previsti sigilli sul nuovo contatore e addebitandogli la spesa del ripristino, potrà legittimamente sostenere dinanzi a qualunque magistrato di aver agito, senza procurarsi alcun ingiusto guadagno, per legittima difesa essendo il suo comportamento assolutamente proporzionato all'offesa subita.

Suggerito quindi a tutti di tutelarsi nel migliore dei modi, deve essere comunque chiaro che difenderemo sino all'ultimo l'utente sprovveduto che non sia stato in grado di porre in essere le tutele necessarie.

 

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