lavoro

In questa sezione del sito faccio delle annotazioni sul tema del lavoro con due precisazioni.

Sono dell'Unione Sindacale di Base ed in generale per un'informazaione organica rimando al link www.usb.it

Sono un ispettore del lavoro ma tutto quello che esprimo in questo sito rispecchia il mio pensiero personale e non coinvolge in alcun caso il ministro del lavoro, né lo esprimo in veste di suo funzionario ispettivo.

 

job act:

un'arma di distruzione

in massa dei diritti

 

 

 

Avrò modo di commentare, mano a mano che il governo Renzi emanerà i decreti legislativi attuati della legge delega che un Parlamento esautorato delle sue prerogative e delle sue funzioni gli ha concesso, ma sin dai primi due schemi di decreto che ha prodotto ed ha inviato alle due camere perché esprimano il loro parere, peraltro non vincolante, è possibile rilevare come Renzi porti a compimento un lungo cammino che in oltre due decenni a cancellare la nozione stessa di diritto del lavoro.

Il diritto del lavoro ha fondato la sua specificità sulla caratteristica asimmetria del contratto di lavoro.

A differenza degli altri contratti, nel caso del contratto di lavoro, si è sempre considerato che ad un contraente forte, cioé chi pattuiva il lavoro altrui, si relazionasse un contraente oggettivamente più debole e cioé chi doveva offrire la propria capacità lavorativa per poter trarre il sostentamento alla sua sopravvivenze ed alla sopravvivenza di chi su questo faceva affidamento.

Il diritto del lavoro si è sviluppato attraverso una serie di tutele, fatte di norme e di regole, volte a garantire che la parte più debole del contratto di lavoro non dovesse per questa sua oggettiva debolezza, soccombere all'arbitrio del più forte.

Renzi lo ha annunciato, quando ha riesumato come pensiero innovatore, il ciarpame interclassista che la sinistra europea aveva risolto un centocinquanta anni fa, liquidando la posizione mazziniana all'interno della prima internazionale.

Non a caso l'idea che nella barca si stia tutti insieme appassionatamente ha caratterizzato le corporazioni fasciste e lo stato "alveare" del nazional-socialismo, non ha caso perché è questa l'ideologia per ridurre gli uomini liberi in servi e i lavoratori in salariati senza diritti e, dunque, in una conzione peggiore della schiavitù.

Con l'introduzione del cosiddetto contratto a tempo indeterminato a tutela crescenti si ribalta di 180 gradi il senso stesso del diritto del lavoro.

Il contratto di lavoro, da contratto con particolari tutela a difesa del contraente debole, diviene il contratto meno tutelato dell'intero ordinamento giuridico italiano.

In nessun contratto il contraente che lamenta il mancato adempimento dell'obbligo contrattuale non ha per legge il diritto a vedersi tutelato sino al ristoro completo del danno subito.

Con lo schema di decreto legislativo approntato dal goveno Renzi sarà il solo contratto di lavoro a negare questo diritto ad uno dei contraenti: il lavoratore, che dinanzi all'arbitrio del datore di lavoro, non solo non potrà ricevere dal giudice la tutela reale, cioè il reintegro sul posto di lavoro, ma si vedrà riconoscere da quello stesso giudice un indennizzo miserabile, perché anche in questo caso sarà la legge ad imporre al giudice l'importo massimo riconoscibile.

In sostanza , con il governo Renzi se si potrà continuare a parlare di diritto del lavoro, sarà nel senso che, a differenza di tutte le altre forme contrattuali previste dall'ordinamento giuridico italiano, il diritto del lavoro si fonda sulla tutela del contraente forte...

 

Atto del Governo n. 134 (Schema di decreto legislativo in materia di contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti)

Audizione del 20/1/2015 al Senato

Audizione del 23/1/2015 alla Camera

Atto del Governo n. 135 (Schema di decreto legislativo in materia di ammortizzatori sociali in caso di disoccupazione involontaria e di ricollocazione dei lavoratori disoccupati).

Audizione del 20/1/2015 al Senato

Audizione del 23/1/2015 alla Camera

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